La proposta (vedi la proposta) ha suscitato molte prese di posizione per lo più critiche. La maggior parte di queste critiche si basa su una scarsa comprensione del testo che probabilmente, nello sforzo di sintesi, non ha illustrato a sufficienza tutti gli aspetti della questione.
Innanzi tutto va chiarito lo spirito del provvedimento. Sbaglia chi crede che, approfittando delle difficoltà in cui si dibatte la nostra economia, si vogliano ridurre le giuste tutele dei lavoratori. Tutt’altro! Noi vogliamo tentare di mettere in movimento una situazione che – di là dagli effetti della crisi – si è sostanzialmente cristallizzata: da un lato aziende angosciate dalla rigidità del rapporto di lavoro (e che per ciò rinunciano ad assumere); dall’altra persone disperate che non riescono a trovare lavoro.
Di qui l’idea di un provvedimento in deroga. Non vogliamo mettere in discussione l’«esistente», anche perché l’attuale normativa in materia di lavoro è così complessa che rischieremmo di fare molti errori. Vogliamo solo offrire un sostegno temporaneo senza pregiudicare alcunché dell’«esistente», in attesa che si superi questo stato di emergenza e che la ripresa dell’economia crei stabilmente nuovi posti di lavoro. leggi tutto